Mostre interattive

Visitando molte delle recenti mostre è possibile ritrovarsi in spazi ampiamente mediati che sempre più utilizzano, nell'esporre i contenuti proposti, un linguaggio a noi molto famliare poiché tipico degli attuali mezzi di comunicazione. La logica di ipermediazione tipica dei nuovi media è presente all'interno delle mostre a tal punto che la resa del percorso proposto è quasi un viaggio multisensoriale e totalmente alienante dal mondo esterno.

Se prendiamo come esempio la Mostra “Egitto. Tesori sommersi” Tenutasi presso la reggia di Venaria Reale (TO), osserviamo facilmente come il tutto è atto a creare un senso di immersione fisico alla scoperta dei reperti rinvenuti in fondo al mare.

Nella prima sala il soffitto e le pareti realizzate da juvarra vengono rivestite da pannelli bianchi sui quali sono appesi schermi che mandano vari spezzoni di girato relativo al rinvenimento dei reperti, Passando alla seconda sala però tutto diventa più scuro e tendente al blu, come se ci fossimo veramente immersi nel profondo dell'oceano e si iniziano a sentire suoni gravi di sottofondo, proseguendo ancora, alcuni reperti vengono mostrati dietro a delle reti di raso che accentuano l'idea della visione subaquaea.

Tutte queste sensazione portano lo spettatore ad immergersi completamente nell'atmosfera della mostra fino ad indurre uno stordimento sensoriale all'uscita quando si ritrova quasi magicamente all'interno di un corridoio della reggia.